Strategie SEO per l’aumento di visitatori e scalabilità del traffico

Una piccola premessa: Quando si parla di strategie SEO ci sono infiniti documenti e libri, ognuno di essi porterà acqua al suo mulino e non riesce mai a dare una valutazione complessiva per la gestione della SEO.

Molti parlano di SEO solamente per quanto riguarda la generazione dei contenuti ma in realtà, per poter scalare il traffico è fondamentale sporcarsi un po le mani a livello tecnico.

In questo articolo vedremo nello specifico le strategie SEO divise per argomenti.

Strategie seo: Ottimizzazione tecnica e SEO On-Page

Nel caso più semplice si utilizzasse WordPress per i propri contenuti è possibile utilizzare 3 plugin:

  • WP Rocket: ottimizza diverse cose rendendo il sito più veloce
  • SMUSH per la compressione delle immagini
  • YOAST SEO: per i consigli step-by-step sull’ottimizzazione SEO nella pagina.

Se si volesse scendere a livello più tecnico ecco qui alcuni passaggi chiave:

  • Sitemap.xml: una buoan sitemap mostra a Google i risultati rilevanti del proprio sito. Una volta creata la sitemap ricordatevi di comunicare a Google dove cercarla, altrimenti sarà invisibile 🙂
  • Architettura del sito internet: La profondità di qualsiasi pagina deve essere inferiore a 4; una qualsiasi pagina deve essere raggiungibile con meno di 3 click. per fare questo è fondamentale gestire l’interlinking
  • Utilizzare formati di immagine nuovi (next-gen): Le immagini sono immagini in formato JPEG2000, JPEG XR e WebP. Queste nuove compressioni sono più gestibili ed efficienti rispetto le vecchie JPG e PNG. nel caso si usi WordPress si può usare Smush altrimenti è possibile caricarle già compresse.
  • Rimuovere il contenuto duplicato: Google odia il contenuto duplicato e penalizzerà per questo motivo l’indicizzazione del sito. Se si hanno pagine duplicate è meglio usare un redirect 301 o eliminare una delle pagine.
  • Aggiornare il file ‘robots.txt‘: in questo modo è possibile nascondere le pagine che non si vuole far indicizzare dai motori di ricerca
  • Ottimizzare tutte le pagine secondo le “best practice“: Ci sono alcune best practise consigliate da Google come densità di keyword, numero di link interni e in uscita etc etc. Se si usa WordPress esiste il plugin Yoast SEO o RankMath che danno strategie di best practice nelle pagine.

Strategie SEO avanzate

Qui ci sono alcuni punti che sono leggermente più tecniche. L’obiettivo finale è quello del permettere il caricamento della pagina in circa 2-3 secondi. Per ottenere una misura complessiva si possono usare diversi siti come Pagespeed Insigth o Gmetrix.

Ecco qui alcuni punti per migliorare i tempi di caricamento

  • Le immagini NON devono essere ridimensionate con CSS o JS: Questo aggiunge altri tempi di caricamento ed elaborazione delle immagini. Cercare quindi di caricare immagini già ridimensionate per il sito
  • Le immagini devono essere lazy-loaded: Se il sito contiene tantissime immagini, è fondamentale attivare il Lazy Loading per permettere il caricamento del contenuto più veloce come il testo e la sua formattazione. Le immagini che sono al di sotto del campo visibile verranno caricate successivamente
  • Compressione GZIP: Gzip è un meccanismo di compressione che permette ai file di essere caricati molto più rapidamente. Per fare questo bisogna modificare i parametri del server di Apache o Ngninx.
  • Minify del JS, CSS e HTML: Se il caricamento della pagina richiede oltre 100 file javascript e stili, è richiesta la minificazione del contenuto.
  • Usare un CDN: usare un proxy come Cloudflare o Bunny CDN permette di velocizzare il servizio di contenuto già visitato. In questo modo è possibile gestire più rapidamente la richiesta della pagina.

Ricerca delle Keyword

Una volta che il sito e la sua architettura sono ottimizzate a dovere è possibile gestire la strategia SEO.

Questo si fa con la ricerca delle parole chiavi.

Prima cosa da fare è creare una tabella con tutte le keyword importanti. Questo file poi sarà aggiornato più avanti con le nuove parole chiavi o le nuove idee.

Si può usare la tabella per:

  • Dare una priorità ai contenuti
  • Tenere traccia del processo di pubblicazione
  • Ottenere una visione top-down del proprio sito.

Ecco i campi che si voglio gestire:

  • Frase Keyword di ricerca: La parola chiave che stiamo analizzando
  • Priorità: Consente di dare una priorità alle parole chiavi, da 1 a 3 (1: Parole chiave con meno competizione in ricerca, alto traffico o che convertono meglio, 2: priorità media, 3 priorità bassa)
  • Status: Stato dell’articolo (1: Non scritto, 2:Scelto per l’argomento settimanale, 3: Articolo è in fase di scrittura, 4: Articolo è in fase di editing, 5: articolo è pubblicato sul blog)
  • Categoria: La categoria nella quale rientra l’articolo del post
  • Volume di ricerche mensili: Questo valore aiuta a dare una priorità all’articolo.
  • CPC: costo per click sulla keyword. A meno che non si pianifichi di lanciare ads, questo valore può essere opzionale. N.B. Maggiore è il costo per click, meglio convertirà la keyword

Se vuoi scaricare un file con la tabella già pronta clicca su questo link

Come si esegue la ricerca delle parole chiave?

Ci sono infiniti modi per ricercare le parole chiave usabili.

Il metodo più veloce ed efficiente è la ricerca dei primi 5 competitor aziendali.

La chiave è all’interno di questi siti (siti di aziende che hanno una forte presenza SEO nella stessa nicchia di mercato).

Se non si è sicuri dei competitor, basta fare una ricerca google che descriva il prodotto o il servizio o è possibile usare SemRush (che è un ottimo tool per la gestione della SEO, anche se molto costoso).

Una volta che si ha la lista di questi 5 competitor, si possono posizionare tutti nella “Ricerca oganica” di SEMRush e si ottiene una lista delle parole chiave per le quali sono indicizzati.

Una volta che si è fatta una analisi di questo siamo a buon punto. Quello che manca è passare le keyword ad un servizio come UberSuggest che ci aiuterà nella ricerca di keyword correlate alle nostre scelte.

Crea una Landing Page

Fino ad ora abbiamo collezionato una serie di KeyWord che stiamo per utilizzare all’interno delle nostre landing page. In base alla nicchia di mercato è possibile creare la landing page in 2 modi:

1- Creare un template generale per le landing page: si scarica un template e si modificano i contenuti come titolo, sottotitoli e testo

2- Creare un template unico per ogni caso d’uso. Nel caso ad esempio si vendano prodotti o servizi diversi è consigliabile usare landing page diverse.

Una volta create le landing page è possibile ottimizzare il contenuto attraverso i plugin RankMath o Yoast SEO nel caso si utilizzi WordPress.

Nel caso non si usi wordpress si può usare SurferSEO.

Una volta costruite le landing page è consigliabile posizionare le keyword anche all’interno del menu o del footer.

L’indicizzazione delle landing page può essere più complessa del previsto. In questo caso è consigliabile utilizzare i backlings. Se i competitor hanno ad esempio 500 backlink nelle loro landing page è fondamentale superare quel target per poter indicizzarsi meglio.

Creare il Blog

Per scendere nello specifico il blog non ha come ultimo fine quello della vendita ma serve per recuperare utenti sulle loro ricerche long tail. Se ad esempio la landing page è specifica sulla vendita delle scarpe, è possibile scrivere una serie di articoli per posizionare la propria professionalità su ad esempio le “scarpe con suola in gomma”.

In aggiunta le keyword sul post del bog sono molto più semplici da indicizzare in quanto in questo caso basta creare contenuti migliori rispetto ai competitor.

Per creare articoli in ottica seo bisogna seguire alcune tecniche:

  • Gestire correttamente titolo e sottotitolo
  • Gestire il numero ottimale di parole
  • Quali informazioni dovrebbero essere inserite in ogni sezione dell’articolo
  • Se non si usano plugin, fare attenzione alla densità di keyword, al numero di link interni e in uscita etc etc

Qui invece possiamo definire quali sono i target da rispettare. Infatti non è possibile definire dei target generici ma bisogna far riferimento alla competizione presente nella propria nicchia di mercato:

  • Determinare il numero di parole: Generalmente si calcola il numero di parole del blog dei propri competitor e si deve superare almeno della metà. Il doppio di parole è altamente suggerito.
  • Creare una streuttura simile dei propri competiro e specificare in modo coerente il titolo, e i sottotitoli (h2,h3)
  • Per ogni titolo, specificare con esattezza di cosa si parla.
  • Se si hanno dubbi sui contenuti, fare una ricerca su Reddit / Quora / Gruppi facebook specifici per capire quali sono i contenuti richiesti

Come scrivere bene

Ecco alcuni consigli su come scrivere bene i propri articoli.

  • Scrivere con un registro linguistico specifico: Se si scrive per un B2B il linguaggio deve essere formale e professionale. Se si ha come target i consumatore finale il linguaggio può essere più casual e rilassato.
  • Evitare di scrivere frasi senza contenuto: Ogni singola frase deve esprimere qualcosa. Evitare di girare intorno al concetto senza mai parlarne.
  • Fare attenzione alla conoscenza del proprio audience. Se i nostri lettori sono fisici quantistici, è inutile parlargli di come si calcola velocità e tempo
  • Usare servizi come Grammarly o Hemingway (alcuni di questi servizi valgono solo per la scrittura di articoli in inglese).
  • Assumi i copywriter bravi. Se non riesci a seguire da solo la scrittura del blog, trova qualcuno che scrive e supervisiona il lavoro

Inizia le operazioni di link-buiding

I link sono essenziali se si vuole indicizzato il proprio contenuto.

Se la nicchia di appartenza è molto competitiva, i backlinks avranno una importanza strategica nel fattore di ranking.

Per avere una idea di misura, i costi per un link building per una azienda molto attiva in un settore competitivo, i costi possono superare anche i 15-20mila euro.

Ovviamente stiamo parlando di segmenti di mercato molto competitivi come scommesse, trading, cbd, incontri etc etc.

Per una azienda più piccolina con una nicchia di mercato non satura si può tranquillamente evitare di spendere quelle cifre.

Ecco qui alcune strategie per la gestione del link building:

  • Broken Link Building: Se si trovano pagine morte (404) con tanti backings, si consiglia di contattare quel sito e provare una proposta commerciale chiedendo di spostare i link sulla vostro sito.
  • Commenti su altri siti: Alcuni siti consentono di inserire commenti all’interno del proprio sito. Si possono mettere quindi dei commenti contenenti un link al proprio sito.
  • Asset linkabili: creare un asset come una immagine, infografiche, studi e ricerche. A quel punto pubblicizzare il contenuto e promuoverlo ovunque

Interconnessione con i link interni

Uno dei fattori importanti per Google è quanto tempo gli utenti rimangono all’interno del sito.

Per questo motivo è fondamentale convincere gli utenti a navigare non un singolo articolo ma diversi. Questo è fatto attraverso il meccanismo di interlinking. L’idea fondamentale è che ogni pagina deve essere legata ad altre pagine importanti. Se si hanno pochi articoli all’interno del blog vale la pena mettere gli articoli più recenti. Mentre nel caso si abbiano diversi articoli per ogni categoria è possiobile estrarli per argomenti. In questo modo l’utente che vuole leggere un determinato contenuto è più probabile che rimanga all’interno del sito.

Controllo e miglioramento dei titoli CTR

Il CTR (click-through rate) è un fattore molto importante per il ranking.

Mettiamo il caso in cui il proprio articolo è al quarto posto con un CTR del 15%. Google contrassegnerà questo CTR con la media dei CTR su quella posizione. Se la media per quella posizione è del 12%, google assumerà che quel contenuto è di valore e premierà con un ranking migliore.

D’altrro canto,, se la media è del 18%, Google presupporrà che il contenuto non è di valore e abbasserà il ranking del proprio sito.

Per questo motivo è importante tenere traccia del CTR.

Quali sono i valori di CTR generici?

Sfortunatamente ogni ricerca è differente e quindi non c’è una formula valida per calcolare la media del CTR su tutte le ricerche.

Facendo i conti della serva si presuppone il seguente criterio:

  • 1 Posizione -> 31.73% CTR
  • 2 Posizione -> 24.71%
  • 3 Posizione -> 18.66%
  • 4 Posizione -> 13.60%
  • 5 Posizione -> 6.23%
  • 7 Posizione -> 4.15%
  • 8 Posizione -> 3.12%
  • 9 Posizione -> 2.97%

Ovviamente sono numeri generici, ogni caso è da valutare in modo univoco.

Per ottenere il CTR dei propri articoli si può strutturare il lavoro in due fasi:

  • Usare un tool come Screaming Frog per ottenere i dati dal proprio sito (titolo e url)
  • Cancellare tutte le pagine che non sono in ranking con google. Si può usare ad esempio Google Search Console e estrarre per ogni dato recuperato in precedenza i seguenti dati per ogni pagina: CTR (a 28 giorni) e la posizione media (Avg. Position)

A questo punto mettere tutte le informazioni all’interno di un file con i seguenti campi:

Idee per titolo

Data di implementazione

A questo punto è piossibile per ogni keyword creare 4-5 titoli differenti e implementarli. In circa 3-4 settimane è pssibile tener traccia dei progressi.

Se i risultati non sono soddisfacenti salvare il risultato nelle rispettive celle e implemementare altri test per il mese successivo.

Tienti Traccia dei ranking e esegui miglioramenti costangtemente.

Per quanto riguarda la SEO, non si è mai arrivati. Bisogna sempre tener traccia del ranking e verificare se ci sono possibilità di miglioramento.

Se dopo aver fatto delle modifiche ed atteso un time frame di circa 3-4 mesi e non si è riscontrato un miglioramento, vale la pena investigare.

Ecco di solito i parametri che consideriamo:

  • Analisi del contenuto: il contenuto è adeguato con il numero di parole? Il contenuto è scritto bene? Le immagini nell’articolo aggiungono valore all’articolo? Il contenuto è ottimizzato lato seo?
  • Analisi dei link interni: è presente un numero adeguato di link per ogni articolo della pagina web? L’articolo è ben linkato dalle categorie, dalla home o dalla sezione blog?
  • Analisi dei backlink: Abbiamo almeno lo stesso numero di backlinks dei competitor? I paesi contenenti il backlink appartengono al paese dove sto cercando il mio target? I link sono di alta qualità?
  • Analisi delle pagine: Il sito si carica velocemente? è stato abilitato il lazy loading? tutte le immagini sono compresse?

Finito. Ora è il momento di lavorare sul proprio sito. Se hai commenti o hani bisogno di aiuto nella gestione della SEO non esitare a contattarci.

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